La tassa sul porno pesa anche sui forfettari
Agenzia delle Entrate risponde. In manovra emendamento per stop
Le partite Iva in regime forfettario non si salvano dalla tassa etica, il prelievo aggiuntivo del 25% sui ricavi dalla produzione di materiale pornografico, la vecchia 'Pornotax'. La precisazione dell'Agenzia delle Entrate è contenuta nella risposta ad un interpello (una richiesta formale di interpretazione) di un contribuente dello scorso 4 novembre e potrebbe riguardare chi, ad esempio, fattura su Onlyfans. Ma per stabilire se un contribuente debba pagare o meno si valuterà caso per caso. La tassa però non incontra troppe simpatie tanto che la vicepresidente di Azione Giulia Pastorella ed il senatore Marco Lombardo annunciano un emendamento per eliminarla motivando: "Tassare di più i lavoratori che si ritiene facciano un lavoro immorale, seppure legale, non ha nulla di etico. È un vero e proprio abuso che non possiamo tollerare, per questo già in questa legge di bilancio abbiamo proposto di cancellare la tassa etica". Intanto l'Agenzia delle Entrate, su FiscoOggi pcisa: "Se esercitano attività rientranti tra quelle individuate dalla disciplina (articolo 1, comma 466, legge n. 266/2005), come la produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico o di incitamento alla violenza, anche i contribuenti in regime forfettario versano la Tassa etica". Anche questi contribuenti "sono tenuti al versamento del tributo, in quanto non espressamente esclusi dalla normativa vigente". Ma il contribuente dell'interpello non ci sta e a sua volta contesta: "vi è una lacuna normativa sull'applicabilità della tassa ai forfettari e che, in assenza di indicazioni ufficiali, risulta impossibile calcolare e versare correttamente le somme eventualmente dovute".
D.Díaz--ECdLR