Unrae, nel 2025 +16,1% il noleggio a lungo termine di auto
Balzo ricaricabili, +51,8% ibride plug-in, +51,6% elettriche pure
Nel 2025 il noleggio a lungo termine di autovetture e fuoristrada registra 1.101.630 contratti, con una crescita del 16,1% sull'anno precedente. Rispetto al 2021 (primo anno dal quale sono disponibili i dati), i contratti di Nlt sono raddoppiati e nel 2025 il volume totale risulta essere il più alto degli ultimi quattro anni. Secondo l'analisi elaborata da Unrae sulla base dei dati forniti dal Mit, nel 2025 i contratti di Nlt di durata superiore a trenta giorni sono stati stipulati per il 14,2% con privati (156.685 unità, +19,1% rispetto al 2024), e per l'85,8% con società (944.945 unità, +15,6%). In quest'ultima categoria prevalgono le aziende non-automotive, in crescita del 7,6%, ma con una quota in calo di 5,3 punti rispetto al 2024, al 67,1% del totale contratti. Seguono le società di Noleggio a breve termine (Nbt) con una quota che sale dal 7,7% del 2024 all'11,6%, Dealer e Costruttori con il 4,7% (4,5% nel 2024), e le altre società di Nlt con il restante 2,4% (in aumento dall'1,5% di un anno fa). La durata media dei contratti nell'anno si attesta a ventuno mesi, segnando un calo rispetto al 2024 che aveva chiuso a 23 mesi, e con ampie differenze tra i vari utilizzatori: 24 mesi per le aziende non-automotive, 23 per i privati, 15 per dealer e costruttori, 14 per Nlt e 9 per Nbt. Per quanto riguarda le alimentazioni, il 2025 ha segnato un balzo dei contratti di Nlt per le vetture ricaricabili (Ecv). Phev e Bev segnano rispettivamente un aumento del 51,8% e del 51,6% rispetto al 2024. I segmenti vedono una forte predominanza dei suv con il 58,9% del totale (tra i privati si attesta al 64,2%), seguiti dalle berline al 28,8% e dalle station wagon al 10,2% (con quote maggiori e paritetiche al 12,5% tra aziende non-automotive e di Nlt). A livello geografico, la Lombardia nel 2025 si conferma leader, rappresentando il 30,7% del totale nazionale dei contratti, seguita da Lazio (14,3%), Trentino-Alto Adige (9,7%), Emilia-Romagna (8,1%), Piemonte (7,3%) e Veneto (6,3%).
J.Vargas--ECdLR