Bce, ridurre la dipendenza energetica Ue con la transizione green
Elderson, il nuovo shock complica le decisioni di politica monetaria
Le tensioni geopolitiche esacerbate dalla guerra in Medio Oriente "hanno sottolineato quanto poco sia cambiata" la dipendenza energetica europea. Il risultato è che lo scenario è particolarmente "complesso da gestire" per la Bce: una politica monetaria più restrittiva per contenere l'inflazione può peggiorare la frenata dell'economia, mentre una politica monetaria più espansiva per sostenere la crescita "può radicare l'inflazione". Lo scrive sul blog della Bce Frank Elderson, membro del Comitato esecutivo della Bce e vicepresidente del Consiglio di vigilanza bancaria. "In teoria, le banche centrali possono guardare oltre gli shock temporanei di offerta, purché non si allarghino a pressioni inflazionistiche più ampie e persistenti", dice Elderson. "Ma shock energetici ripetuti e persistenti mettono alla prova tutte queste condizioni". Secondo la Bce, l'unica via d'uscita è la transizione energetica e la decarbonizzazione dell'economia europea in modo da ridurre la dipendenza dagli idrocarburi, come richiamato anche dal rapporto Draghi. "L'Europa non può eliminare il rischio geopolitico - scrive Elderson - ma può ridurre significativamente la propria esposizione ad esso. Il modo più efficace per farlo è diminuire la dipendenza dai combustibili fossili importati e accelerare una transizione ordinata verso energie pulite di produzione locale. Se l'Europa raggiungesse i propri obiettivi di energia sostenibile, il legame tra i prezzi energetici interni e i volatili mercati globali dell'energia si indebolirebbe in modo sostanziale".
C.López--ECdLR