Il caldo spinge la vacanza in montagna, oltre 79 milioni di presenze e +5,8% su 2025
Jfc, lievitano anche arrivi (7,8 milioni +14,4%) e fatturato (6,6 miliardi euro +8,2%)
Boom di vacanze in montagna, anche con la complicità delle grandi ondate di caldo di quest'estate. Secondo l'osservatorio sulla montagna estiva di Jfc, si stimano circa 7,8 milioni di arrivi (+14,4% rispetto all'estate precedente) che porteranno a superare i 79 milioni di presenze nelle aree montane e appenniniche italiane (+5,8%), generando un fatturato complessivo per il sistema della montagna estiva pari a 6,6 miliardi di euro (+8,2%). Un fatturato sostenuto anche dall'incremento del +6,3% dei costi da sostenere per effettuare questa tipologia di vacanza. "Per quanto riguarda la vacanza principale in montagna - afferma Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell'osservatorio - quest'estate gli italiani spenderanno mediamente 1.113,30 euro a persona e 344,20 euro per uno short break, sempre a persona. Attenzione però: l'aumento degli arrivi e la riduzione della permanenza media peseranno sulla sostenibilità delle destinazioni, che rischiano di dover affrontare situazioni complesse in termini di mobilità, diffusione dei flussi, tutela ambientale e gestione dei servizi". Rilevante anche "l'effetto fuga dal caldo". La quota del 14,6% di coloro che, nella prima settimana di giugno, avevano dichiarato di voler trascorrere quest'estate la propria vacanza principale in una località di montagna o appennino è aumentata. Ad inizio luglio, infatti, la quota di italiani che ha intenzione di scegliere una località di montagna o appennino per la vacanza principale sale del +4,5%, raggiungendo il 19,1% sul totale. Si tratta di una variazione che potrebbe - day by day - ulteriormente aumentare a favore delle località montane secondo Feruzzi. L'estate 2026 presenta, per la montagna italiana, indici in positivo, soprattutto sui mercati esteri. Per quanto riguarda gli italiani, si prevede una riduzione della permanenza media (da 10,9 giorni dello scorso anno a 9,2 giorni nell'estate 2026) Sui mercati internazionali, si assiste quest'anno ad un ampliamento della forbice tra coloro che allungano il loro soggiorno (per fare attività sportive, bike, trekking, etc.) e coloro che soggiornano al massimo due notti nelle località di montagna, all'interno di un itinerario più ampio. Si segnala un anticipo delle prenotazioni ai margini della stagione estiva, che condiziona quindi le destinazioni ad essere "vive ed attive" per un periodo più lungo del solo luglio/settembre. Il livello più alto di occupazione si registra per gli ultimi quindici giorni di agosto e la terza settimana di settembre. Infine gli eventi sportivi rappresentano un traino per la generazione di flussi turistici anche in bassa stagione.
G.Reyes--ECdLR