Sindaco di Kharkiv a Torino, 'resistiamo per futuro dell'Ucraina e dell'Europa'
'Serve una pace giusta e lavorare per la ricostruzione'
"Dobbiamo resistere, per noi Ucraina, uno stato indivisibile e indiviso, e per l'Europa. Siamo a difesa della democrazia di tutto il mondo e dell'Europa. Prima di tutto deve finire la guerra, si deve creare un programma di pace e benessere e abbiamo bisogno dell'aiuto e supporto della comunità europea per il nostro futuro e il futuro dell'Europa". A dirlo il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, durante la firma del patto di amicizia e collaborazione con la Città di Torino, sottolineando che "oggi non possiamo non guardare verso il futuro dobbiamo assolutamente vederlo e lavorare per la ricostruzione e sui piani per il nostro futuro, che è l'integrazione all'Unione Europea e la politica nazionale per il benessere della nostra popolazione". Parlando della sua città, a cui Torino ha dato aiuto in questi mesi anche con l'invio di una flotta di autobus "che ci ha dato il diritto alla vita", il sindaco ha spiegato che "solo quest'anno abbiamo subito 509 attacchi contro la nostra città. Hanno distrutto 14mila edifici, di cui 10mila abitazioni, 150mila cittadini senza casa e abbiamo 217mila sfollati da altre regioni. Non abbiamo iniziato noi questa guerra, lo ha fatto la Russia - aggiunge - e oggi siamo la capitale della resilienza dell'Ucraina, ogni giorno affermiamo in diritto di vita del nostro popolo e resisteremo finché non ci sarà la pace che aspettiamo per tutta l'Europa". Guardando al futuro, cita fra le priorità "la lotta alla povertà, una nuova politica delle abitazioni sociali, lavoro e sicurezza", condizioni "essenziali perché gli sfollati tornino a casa, e sappiamo che vogliono farlo. Sono convinto che insieme andremo avanti, che insieme l'Ucraina sarà in Europa e che insieme ricostruiremo l'Ucraina e la nostra città". Il sindaco Terekhov fa anche un appello all'opinione pubblica e ai media a non abbassare l'attenzione. "Una certa stanchezza si avverte - ammette - ogni Paese ha i suoi problemi interni, ma i mezzi di comunicazione dovrebbero stare dalla parte dell'Ucraina e delle verità e della democrazia e insistere sul fatto che bisogna porre fine alla guerra per arrivare alla pace e poter poi crescere e svilupparsi. Per capire cosa significhi la guerra bisogna andarci e passarci una settimana".
L.Lozano--ECdLR