Meryll Rogge apre il nuovo capitolo di Marni, capi per il quotidiano
Cappottini e gonne in ciré con moschettoni, il Dna del brand parla all'oggi
Con il primo stipendio da assistente di Marc Jacobs a New York, comprò un paio di sandali Marni con plateau in legno: "Consuelo Castiglioni è una parte fondamentale della mia fashion education" racconta Meryll Rogge, la designer belga che ha debuttato oggi alla Milano Fashion Week come direttrice creativa del brand fondato da Consuelo Castiglioni e poi disegnato per una decade da Francesco Risso. Se Risso, che ha concluso il suo capitolo da Marni lo scorso anno, aveva interpretato il marchio con piglio avanguardistico, Rogge invece apre il suo capitolo con un ritorno alle origini, che significa anche "riportare i capi alla vita, quella quotidiana". "Quella di Marni è una grande storia, che ho interpretato con un nuovo linguaggio" racconta la designer, che dopo l'esperienza a Londra è tornata in Belgio per lavorare con Dries Van Noten e ora si è spostata a Milano con il marito e i due figli. "Questa città - racconta - mi ha ispirato subito, qui tutti sembrano sempre così eleganti in maniera naturale". Una visione quotidiana cui si è sovrapposta e abbinata una riflessione sui codici del brand. Di qui i cappottini al ginocchio in shearling o maglia maculata, le maglie tricottate con elementi metallici, le gonne in ciré con moschettoni da montagna e quelle di pelle traforata a riprodurre la broderie anglaise, i cardigan con la zip sportiva, i pantaloni con la banda dipinta a mano e gli abiti in organza con fiori in carta di riso. Tutto guidato dall'idea che "le persone si approprino dei loro abiti con creatività" e dall'obiettivo di "evolvere senza nostalgia il Dna del marchio in un nuovo capitolo - conclude Rogge - della sua storia".
D.Silva--ECdLR