Strike, viaggio tra commedia e dramma nelle dipendenze, piccole e grandi
Esce l'opera prima di Berti, Nasta e Tricarico, con Caterina Guzzanti, Gioli, Zurzolo
Un racconto costruito su tre ventenni, che da prospettive diverse affrontano dipendenze, piccole e grandi, insieme a un coro di personaggi più adulti, medici e pazienti, che vivono le stesse battaglie. Un tema che i tre esordienti Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico, anche protagonisti, sviluppano mescolando dramma e commedia in Strike - Figli di un'era sbagliata, il film dal loro omonimo spettacolo teatrale del 2018, che dopo il debutto al Torino Film Festival arriva in sala dal 26 marzo con Filmclub Distribuzione. La storia (producono Paco Cinematografica e Neo Art Producciones), ambientata a Roma in un Serd, una delle strutture sanitarie pubbliche per le dipendenze patologiche dedicate alla cura, prevenzione e riabilitazione di persone con problemi legati all'uso di sostanze e disturbi da gioco d'azzardo, è retta anche da un ricco cast che comprende Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Max Mazzotta, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno (anche direttore artistico dello spettacolo, ndr), Lorenzo Zurzolo e Pilar Fogliati. "Abbiamo scoperto questo mondo del Serd perché persone a noi vicine lo frequentavano; la nostra generazione vive nel tema della dipendenza e volevamo trattarla con la nostra modalità" spiega all'ANSA Nasta. I tre cineasti hanno voluto "formare un racconto che fosse reale nei suoi dolori ma al contempo colorato nel suo immaginare una realtà diversa" osserva Tricarico. Nel Serd seguiamo il legame che nasce fra Pietro (Berti), neodiplomato che dopo essere stato fermato due volte in possesso di cannabis, deve frequentare per un periodo la struttura; il laureando in psicologia Dante (Nasta), tanto empatico quanto angosciato da un padre oppressivo (Bruno) e Tiziano (Tricarico) con una vita famigliare dolorosa. Intorno a loro, conosciamo medici che cercano di assistere al meglio i pazienti, il prof. Zannetti (Ceccherini) e la dott.ssa Marziani (Gioli) ed altri frequentatori del Serd, come Forrest (Zurzolo), Mamma Chioccia (Guzzanti) e Tante volte (Mazzotta). "Abbiamo cercato con tutti i personaggi di raccontare il tema delle dipendenze - dice Berti - consegnandone una a ciascuno, ci interessava far capire come queste possano essere molto piccole o molto grandi, trattandole con un peso specifico diverso". Per Caterina Guzzanti "parlare di persone fragili, ferite, che devono mettersi in gioco perché sono costrette a non rimanere nel loro mondo, far nascere queste amicizie che diventano un grande sostegno per tutti, racconta anche che non bisogna isolarsi, un tema sempre più importante oggi, specialmente per i giovani".
J.Vargas--ECdLR
