I 100 anni di Castañer, le espadrillas amate da Dalí e Grace Kelly
A Pitti Uomo capsule celebrativa per PE27, evoca i modelli cult prodotti negli anni
Era piuttosto frequente negli anni '50 incontrare Salvador Dalì a passeggio tra il porticciolo e le spiagge di Cadaques, nella Costa Brava, sempre con le sue espadrillas Castañer ai piedi (così lo ritrasse anche il fotografo Charles Hewitt). E che dire di Grace Kelly, di principesse e regine di mezzo mondo, che sembravano non potersi proprio separare dalle iconiche scarpette di juta nella stagione calda. Simbolo dell'estate mediterranea e feticcio di artisti e celebrities di mezzo mondo, le espadrillas Castañer si apprestano a compiere 100 anni nel 2027 e oggi a Pitti Uomo è in mostra la collezione per la primavera/estate 2027 con una capsule celebrativa. Si tratta di modelli iconici da uomo, come quelli con suola piatta da 2 centimetri, in cotone con le classiche righe colorate o la versione con le fasce elastiche laterali. Ma anche alcuni pezzi da donna, modelli cult con e senza zeppa, proprio per ripercorrere la storia dell'azienda, fondata nel 1927 da Luis Castañer e suo cugino Tomàs Serra con il primo laboratorio installato a Banyoles, in Catalogna. L'intuizione fu quella di lavorare la paglia intrecciata, per scarpette estive pratiche, in stile vacanziero. Lo scoppio della guerra civile spagnola, nel 1936, fermò la produzione e l'azienda venne nazionalizzata per realizzare scarpe per i soldati. Soltanto venti anni dopo il business ripartì, con la nuova generazione della famiglia, Lorenzo e Isabel Castañer, che introdussero modelli a colori. Il vero boom arrivò negli anni Settanta, con l'incontro a Parigi con Yves Saint Laurent, già famoso all'epoca. Lo stilista propose alla coppia di creare insieme un modello con la zeppa, mai fatto prima. "Se Yves Saint Laurent vuole le espadrillas con la zeppa, le avrà!", si racconta fu la risposta della coppia, che in poco tempo realizzò l'ormai nota scarpa in paglia con la zeppa, divenuta iconica. Da lì il business non si è più fermato. Negli anni '90 fu aperto il primo negozio a Barcellona, poi Parigi, Saint Tropez, Tokyo. Oggi il marchio è presente in 61 paesi nel mondo in 751 punti vendita multimarca - l'export rappresenta il 90% del fatturato, diretto soprattutto in Francia, Inghilterra, Usa, Italia -. Ancora oggi, la juta continua a essere lavorata nello stesso modo di 100 anni fa: ci vogliono almeno sette artigiani per realizzare un solo paio di espadrillas.
P.Castillo--ECdLR