El Comercio De La República - Violetta e uno specchio rotto, a Bregenz la prima Traviata di Michieletto

Lima -
Violetta e uno specchio rotto, a Bregenz la prima Traviata di Michieletto
Violetta e uno specchio rotto, a Bregenz la prima Traviata di Michieletto

Violetta e uno specchio rotto, a Bregenz la prima Traviata di Michieletto

Il 22 luglio il debutto nel palcoscenico galleggiante sul lago di Costanza

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''L'idea che ho avuto per sintetizzare la vicenda di Traviata è quella di uno specchio rotto: rappresenta il destino di una donna celebrata da una società che, al tempo stesso, è quella che la distrugge''. Così Damiano Michieletto spiega la sua visione del capolavoro di Verdi che metterà in scena per la prima volta dal 22 luglio al 23 agosto al festival di Bregenz, l' appuntamento lirico internazionale noto per il suo palcoscenico galleggiante costruito sulle sponde del lago di Costanza. Per la prima rappresentazione dell'opera nella storia della rassegna sono già esauriti da Pasqua i 188 mila biglietti previsti per le 28 recite, il sold out più rapido negli ottanta anni di storia del Festival. L'allestimento firmato dal regista veneziano sarà riproposto anche nel 2027 con lo stesso numero di repliche e di posti disponibili, per un totale complessivo di 376 mila biglietti nelle due edizioni. Nel ruolo di Violetta Valéry si alternano Stacey Alleaume, Julia Muzychenko e Marjukka Tepponen, in quello di Alfredo Germont Julien Behr, Long Long e José Simerilla Romero; come Giorgio Germont cantano Audun Iversen, Kostas Smoriginas e Vladimir Stoyanov. Al centro del teatro sull' acqua domina un'imponente scenografia firmata da Paolo Fantin: uno specchio frammentato, le cui grandi superfici riflettono il mondo interiore di Violetta Valéry, sospeso tra aspirazione al glamour, desiderio e vulnerabilità. La direzione musicale è affidata a Kirill Karabits in alternanza a Pietro Rizzo. I costumi sono di Carla Teti, le luci di Alessandro Fantin, i video di Roland Horvath, i movimenti coreografici di Thomas Wilhelm e il sound design di Alwin Bösch e Clemens Wannemacher. ''Violetta è sempre al centro di una festa e per questo l'ambientazione che ho scelto è quella degli anni Venti, con un riferimento al mondo di Fitzgerald e del Grande Gatsby - spiega Michieletto -. Un universo scintillante, edonistico, costantemente proiettato nella celebrazione della vita, ma in cui nessuno conosce l'intimità, la sofferenza, il dolore e la malattia di Violetta, che in questa storia assumono un ruolo centrale''. Questo allestimento, per il regista, segna non solo la sua prima Traviata, ma anche il debutto sul palcoscenico di Bregenzer Festspiele, che - sottolinea - ''richiede una forma di pensiero e di narrazione unica, in cui la scenografia deve essere in grado di parlare da sola. L'acqua diventa qui un elemento drammaturgico fondamentale, in costante dialogo con l'azione scenica''. Il 7 dicembre Michieletto firmerà al Teatro alla Scala di Milano il nuovo allestimento di Otello che inaugurerà la stagione 2026/27.

T.Torres--ECdLR